In circa venticinque anni di attività ho avuto la fortuna di avere esperienze lavorative molto diverse, da molti punti di vista. Ai primi anni di entusiasmanti permanenze in importanti studi in Italia e all’estero hanno fatto seguito 15 anni di studio associato a Milano e negli ultimi anni la collaborazione con l’arch. Bolko a Firenze.

Alcuni principi sono importanti e portanti ora come lo erano all’inizio:

  • L'attenzione al contesto, fisico e culturale, con un approccio inizialmente umile e attento nella ricerca dei caratteri dei luoghi, nella lettura dei segni, nell’intuire quali cambiamenti gli edifici e i paesaggi esistenti richiedono e consentono.

  • La priorità dell'etica che si concretizza nell'impostazione di rapporti corretti con committenti, amministrazioni, imprese, artigiani; si traduce in chiarezza, precisione e chiara divisione delle responsabilità, con un'attiva collaborazione durante la formulazione del programma e la successiva gestione dei processi realizzativi.

  • L’organizzazione e gestione del lavoro dello studio non come in una grande orchestra dove ognuno è specializzato, ma come in un gruppo che suona musica contemporanea, moderna, jazz e fusion, dove ognuno deve conoscere diversi repertori, deve avere la voglia e l'ambizione di improvvisare, di fare il solista e lavorare all'unisono, deve conoscere e saper accordare diversi strumenti.

  • I maestri: dall'università ai primi anni di lavoro e ancora prima. Ho respirato l'architettura in famiglia, in una luminosa casa progettata da Franco Albini e con i racconti degli zii architetti. All'università di Genova ai primi insegnamenti di Enrico Bona che ci stimolava a conoscere l'architettura contemporanea, di Guido Campodonico, preciso discepolo dei grandi maestri del moderno ma al contempo attento conoscitore della sua terra ligure, fanno seguito incontri fondamentali, con Giancarlo De Carlo e gli architetti del Team Ten. 
    Attorno a Giancarlo De Carlo, negli anni più importanti per la nostra formazione, si è creato a Genova un nucleo di studenti e assistenti insieme ai quali con entusiasmo, furore creativo e voglia di confrontarsi con il mondo siamo cresciuti e siamo diventati consapevoli.
    All'Ilaud di Siena il confronto con il giovane tutor Enrique Miralles, geniale e così diverso, in Olanda l'apprendistato nello studio di Herman Hertzberger, grande interprete della tradizione olandese, è stato arricchito dallo studio della architettura olandese contemporanea con interviste allo stesso H.H. e ad AldoVan Eyck. 
    Con Alberto Mioni, urbanista e fine conoscitore della città e del territorio, si sono messi in pratica i preziosi insegnamenti assorbiti e affinata la capacità di lettura dei fenomeni urbani. 
    A Milano, lavorando per anni a fianco di Marco Zanuso e Pietro Crescini, seguendo lo sviluppo e la costruzione di edifici molto complessi e sofisticati si sono acquisite al contempo competenze tecniche, precisione e rigore formale, voglia di sperimentare che acuisce l'intuizione e gusto del dettaglio. 
    Molti altri incontri e collaborazioni hanno contribuito anche negli anni successivi a mantenere vivo l'entusiasmo e a sviluppare i temi progettuali, primo fra tutti l’ing. Gabriele Del Mese, di Arup Italia, che mi ha fatto riscoprire il piacere della disciplina e del rigore nella progettazione. 
    Io stesso da anni sono maestro per tanti giovani che escono dalle nostre università, purtroppo spesso con scarso entusiasmo, modeste aspettative e nessun metodo. E' su questi aspetti che cerco di lavorare, più che sulle conoscenze tecniche che bene o male vengono comunque gradualmente acquisite.

  • Il committente con le sue richieste, aspirazioni, esigenze è il primo motore della progettazione; per noi il migliore committente è quello che ha idee chiare e non importa se facili o difficili. I rapporti con alcune grandi società e gruppi imprenditoriali, come nel caso di Matra, Credito Italiano, Lego, Arena, Siemens, Impregilo, ci hanno fornito gli strumenti per analizzare e valutare da molteplici punti di vista le diverse situazioni, per definire strategie alternative, per guidare interventi complessi e articolati nei quali l'intervento puramente architettonico è solo uno dei passaggi. In tutti questi anni di attività non abbiamo mai avuto un incarico pubblico diretto, avendo sempre evitato contatti con il mondo politico. Nelle fasi di sviluppo dei grandi progetti abbiamo seguito le progettazioni esecutive di importanti opere pubbliche commissionate a noi dall'imprenditore privato: in questi casi abbiamo sperimentato gli aspetti migliori delle pubbliche amministrazioni, fatti di competenza, disponibilità e curiosità allo scambio e al dialogo.

  • Come per i luoghi e le città i nostri progetti vengono impostati e arricchiti dalla progressiva lettura e interpretazione della realtà che andiamo a trasformare, così con i committenti privati privilegiamo e ricerchiamo intense relazioni di autentica collaborazione e scambio, evitando assolutamente, in special modo per le residenze, di farci guidare dalla nostra creatività e ispirazione personali

  • Gusto per il dettaglio costruttivo, sviluppato sempre con collaborazioni strette e intense con gli artigiani, carpentieri, fabbri, falegnami, vetrai, marmisti, restauratori, fonti ineasauribili di sapere, di consigli, di dubbi e inviti alla prudenza. D'altra parte la pratica di cantiere, specialmente in situazioni particolarmente complicate, ci ha confermato l'importanza del disegno di architettura, come unico strumento di controllo unitario del progetto e delle operazioni che si susseguono e si accavallano nei moderni cantieri.
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